La Gazzetta del Mezzogiorno: Non vogliono lasciare la Puglia 8 laureati su 10

La Gazzetta del Mezzogiorno: Non vogliono lasciare la Puglia 8 laureati su 10

Puglia laureati

Il 77% degli studenti e laureati in discipline informatiche delle università pugliesi vorrebbe rimanere sul territorio per mettere a frutto le competenze acquisite e far sviluppare il tessuto socioeconomico regionale.

Tuttavia, il comparto IT pugliese fa fatica a reperire le competenze necessarie sul mercato del lavoro per supportare la sua crescita.

Se ne è parlato ieri durante «Internet of Skills», l’evento organizzato dal Distretto produttivo dell’informatica pugliese, al quale sono intervenuti esponenti del mondo della ricerca, delle istituzioni e di aziende come Auriga, Exprivia|Italtel, Fincons Group e Talentia Software.

Nel corso dell’evento, al quale ha partecipato anche il presidente di Anitec-Assinform (Associazione Nazionale delle imprese ICT e dell’Elettronica di Consumo) Marco Gay, è stato presentato il report 2018 dell’Osservatorio IT (vedi in allegato), composto da tre ricerche condotte sulle aziende associate al Distretto e su studenti e laureati.

«Il settore IT pugliese è solido, dinamico, in crescita ed estraneo ai luoghi comuni che lo considerano impegnato soprattutto in attività di fornitura alla Pa – ha spiegato il presidente del Distretto produttivo dell’Informatica pugliese Salvatore Latronico -.

Tuttavia, è necessario fare un ulteriore sforzo per far percepire quello pugliese come un territorio dell’innovazione: ciò può verificarsi se si realizza una collaborazione strategica concreta tra università, istituzioni e imprese, i tre attori fondamentali dei processi innovativi.

L’attuazione di politiche per favorire la digitalizzazione del territorio e per supportare l’industrializzazione delle innovazioni, realizzate dalla consolidata collaborazione tra imprese e mondo della ricerca, potrebbe rafforzare il sistema produttivo locale e motivare tanti giovani a restare o venire in Puglia.

Contestualmente, per migliorare l’in contro tra le due parti sul mercato delle professioni, è necessario che la domanda di lavoro delle imprese sia più correttamente indirizzata e specializzata».

 

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